Intervista
con Sevadevi Ena
Prima di avvicinarti allo Yoga hai esercitato la professione di osteopata per diversi anni, cosa ti ha spinto verso questa disciplina?
Lo yoga è comparso nella mia vita a causa del forte desiderio di portare benessere e gioia nella vita di tutti giorni, per poi poter condividere le mie esperienze con gli altri. Ho avuto una salute molto cagionevole fino a 20 anni circa, poi però lo yoga ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Tieni presente che è sempre stato molto forte il desiderio di aiutare gli altri sin da quando ero piccola, ero infatti sicura di voler diventare un medico. Dopo essermi diplomata ho frequentato la facoltà di medicina per tre anni, poi però me ne sono andata. I principi della medicina tradizionale non mi soddisfacevano, le contraddizioni erano troppo forti: avevo una visione dell’uomo olistica, non settoriale e divisa a scomparti. Questa incompatibilità mi ha portato a cambiare studi, mi sono rivolta alla medicina alternativa e ho studiato osteopatia; naturalmente il mio percorso era agevolato dalla mia preparazione in medicina. Era la mia strada: avevo finalmente trovato il modo di aiutare le persone a ritrovare l’equilibrio e la salute perduti, cioè stimolando i naturali processi di auto-guarigione.
L’osteopatia presentava l’essere umano come un insieme di corpo, mente e spirito ma dava ancora molta enfasi al corpo, per cui decisi di andare in Francia per seguire un master di circa tre anni in psicoterapia. Questa esperienza mi aiutò a capire meglio tutte le correlazioni tra la mente e il corpo. Ma la vera svolta avvenne quando Yogananda entrò nella mia vita; attraverso i suoi insegnamenti, ha colmato le molte inevitabili lacune delle scienze umane. Praticavo Hatha Yoga già da diversi anni con grande soddisfazione personale, ma mi mancava ancora qualcosa: la meditazione. Grazie ad essa tutto cambiò: il livello di energia, di gioia, di forza vitale, ogni cosa… Condividevo tutto con i mie pazienti insegnando loro le pratiche che mano a mano imparavo anch’io.
Da allora la qualità della mia vita si è trasformata radicalmente con la pratica dell’Ananda Yoga così profondo e meditativo.
Capivo che tutto questo andava condiviso e divulgato; ho sperimentato molte prove sul piano fisico ma, grazie a Dio e alla mia forza di volontà, l’energia è sempre stata alta. Ho sempre sperimentato le cose prima su di me e poi successivamente le ho condivise.
La mia professione di osteopata è stata un trampolino di lancio con cui affrontare le problematiche della mia vita e quelle dei miei pazienti, con le loro ripercussioni sul corpo e sulla mente. L’Ananda Yoga mi ha dato apertura mentale, espansione di coscienza, consapevolezza del mio vero potenziale, contatto interiore con il mio Sé più alto, soprattutto abbinandolo alla pratica della meditazione…allora sì che si comincia a comprendere il vero senso della vita, quella interiore, che poi si esprime anche esteriormente.
Si vede che sei entusiasta dell’Ananda Yoga puoi dirci qualcosa di più su questoapproccio? Esistono moltissime scuole di yoga, cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa?
Vedi, l’approccio di Ananda all’Hatha Yoga è molto particolare e sottile... Da decenni si pratica yoga in molte palestre, purtroppo, spesso, si sottolinea prevalentemente l’aspetto fisico, al massimo si parla di distensione e relax.
Con l’Ananda Yoga è possibile fare un vero “lavoro spirituale”: a partire dalle posizioni classiche dell’Hatha Yoga, Swami Kriyananda ha sviluppato un metodo che lavora sulle energie sottili; utilizza la tecnica di Paramhansa Yogananda delle affermazioni e un fine lavoro teso ad interiorizzare e a re-indirizzare l’energia su ogni livello. In questo modo l’aspetto psico-fisico e spirituale di questa antichissima scienza è stato decisamente riscoperto e messo alla portata di chi vuole lavorare con la propria energia; l’Ananda Yoga porta un benessere profondo, che dura nel tempo, perché viene da una gioiosa trasformazione personale.
È bellissimo vedere insegnanti e studenti di yoga (talvolta persone che hanno insegnato o praticato per diversi decenni) venire ai nostri corsi intensivi da tutto il mondo…Cercano qualcosa di più, cercano il significato più profondo e sottile di questa millenaria scienza e, inevitabilmente, rimangono affascinati dal sottile e raffinato lavoro che l’Ananda Yoga propone.
Vedo che quest’anno Ananda propone numerosi corsi yoga ancora più mirati alle esigenze del singolo individuo, vuoi dirci qualcosa di più sul nuovo corso intensivo di 10 giorni? Cosa ti ha spinto a crearlo?
Per poter abbracciare un lavoro completo sul corpo, la mente e lo spirito bisogna avere un po’ di tempo; un intensivo di 10 giorni può essere una buona opportunità affinché ci sia completezza sotto tutti gli aspetti. Abbiamo approfittato di due ponti, quello del 25 Aprile e del 1 maggio per offrire a tutti l’opportunità di fare una pausa dal lavoro in modo sereno e costruttivo…Capire come il corpo funziona e come interagisce con le sollecitazioni esterne non è cosa da poco. Se vogliamo capire noi stessi, dobbiamo guardare alle leggi che governano questo universo e applicarle al nostro microcosmo.
Sarà uno studio pratico, teorico e basato sull’esperienza; oltre allo yoga affronteremo anche temi molto importanti per il benessere psico-fisico e spirituale come l’alimentazione corretta e aspetti più sottili come la “dieta mentale” e il giusto atteggiamento…
Sarai l’unica insegnante di questo corso?
Diciamo che sarò l’insegnante principale, sarò aiutata da un collega davvero speciale Jayadev Jaerschky. Ha una lunga esperienza come insegnate di yoga ed è anche il capogruppo degli insegnanti di yoga di Ananda Assisi. Sono molto felice di lavorare con lui!
Nella presentazione del corso indichi alcuni punti molto interessanti, dici che “Uno dei maggiori benefici dello yoga è che aiuta ad eliminare le tensioni fisiche e mentali che, se trascurate, possono condurre a seri problemi”, ci puoi fare qualche esempio?
L’uomo moderno vive in una società in cui le prestazioni richieste portano ad un continuo stato di tensione. Il lavoro, i colleghi, l’impegno della famiglia, le preoccupazioni, le aspettative ecc... prima o poi portano inesorabilmente a difficoltà sul piano fisico e mentale.
Bisogna re-imparare a rilassarsi; molte persone non conoscono nemmeno il significato di questa parola proprio perché non hanno tempo, ma sanno bene che cosa significa avere bruciori di stomaco, coliti, ulcere, insonnia, emicrania, dolori alla schiena e al collo ecc. Tutti questi malori sono segnali d’allarme che, se ignorati, portano talvolta anche a conseguenze molto serie come tumori, malattie all’apparato cardiocircolatorio, emicranie croniche ecc. Lo yoga aiuta a sciogliere quelle tensioni che si accumulano nelle articolazioni, nei muscoli, nelle giunture e in tutto il corpo, permettendo alle tossine di essere espulse con maggiore facilità; migliora inoltre la postura creando un atteggiamento più aperto ed espansivo.
Non dimentichiamo che il nostro corpo registra tutto ciò che avviene a livello mentale ed energetico, crea una vera e propria memoria. Attraverso un percorso approfondito di yoga è possibile liberarsi da queste memorie e, con l’aiuto del metodo scientifico delle affermazioni, che sono parte integrante dell’Ananda Yoga, possiamo addirittura creare nuovi stati di coscienza e consapevolezza. Questo tipo di yoga aiuta a riscoprire la gioia che è sempre dentro di noi ma che siamo spesso così bravi a seppellire con la polvere di uno stile di vita sbagliato.
Prima accennavi al fatto che hai lavorato anche con persone affette da patologie piuttosto serie…Quali sono stati i risultati?
Ho insegnato yoga a tante persone con varie patologie, le più diverse, ottenendo sempre grandi risultati. Una delle più belle esperienze è stata insegnare in un programma pilota a Roma con malati di sclerosi multipla. Si tratta di una malattia degenerativa del sistema nervoso per la quale non esiste ancora una cura definitiva ma solo cure sperimentali. Ciò che ho notato immediatamente era il basso livello energetico dei miei nuovi pazienti, dovuto sia ai farmaci che assumevano, sia alle difficoltà e alle frustrazioni della malattia stessa: non avere certezze, stare sempre male fisicamente, avere dolori diffusi superficiali e profondi, problemi alla vista, pessimismo e depressione erano solo alcune delle caratteristiche che presentavano. Ci incontravamo una volta alla settimana ma praticavano quotidianamente quello che insegnavo loro: yoga, esercizi di ricarica, meditazione, visualizzazione, come utilizzare il potere della musica... Tutto questo, nel giro di poche settimane, ha portato risultati sorprendenti: una migliore visione della vita, tanta energia, più ottimismo, sicurezza di farcela, addirittura meno dolore fisico, migliore qualità del sonno e della capacità di rilassarsi e di fluire con la vita e tanto tanto entusiasmo!
In altre occasioni ho insegnato anche individualmente a soggetti con problematiche fisiche invalidanti come ernie discali o postumi da incidenti stradali, discopatie, scoliosi e altro; tutti hanno avuto un grande aiuto da queste tecniche.
Sono sicura che, vista la grande creatività che ti caratterizza, hai già qualche nuovo progetto in mente per il futuro...
Ad Ananda nei prossimi mesi avremo alcuni nuovi corsi per problemi specifici : Yoga per la spina dorsale, per la cervicale e il mal di testa, per combattere l’ansia e lo stress, per la menopausa; presto ci saranno corsi di yoga specializzati per superare l’insonnia, per aprire il cuore, per persone “molto impegnate”, per problemi alla vista e tanto altro. I vantaggi di questi corsi specifici sono molti: possiamo concentrare ogni istante del corso su un problema specifico e riusciamo a dare una maggiore attenzione ai singoli partecipanti per aiutarli nelle loro situazioni particolari, anche perché il numero dei partecipanti è in genere piuttosto contenuto.
So che stai partendo per la California per un corso di formazione avanzato, ci vuoi dire qualcosa del programma che frequenterai e perché questa nuova esperienza?
Intendo seguire l’intensivo di yoga proposto da Ananda Village sia per completare la mia formazione personale, sia per avere un periodo di ritiro e di “lavoro” su me stessa, cosa che ritengo fondamentale per ogni insegnante…Inoltre è una splendida opportunità di stare per qualche tempo con la mia famiglia spirituale ed arricchirmi con le meravigliose vibrazioni di quella terra che ha tanto da dare. È interessante che Paramhansa Yogananda, negli anni trenta, abbia scelto di creare la sua opera proprio in California; Ananda e l’Ananda Yoga sono nati lì grazie a Swami Kriyananda… credo che sarà una bellissima esperienza!